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Guide · Acrilico e materie plastiche

Come lucidare il plexiglass: a fiamma, a panno o al diamante

Un bordo di plexiglass segato è bianco e ruvido. Per renderlo trasparente come la faccia della lastra ci sono tre metodi comuni: carteggiatura e lucidatura a panno, lucidatura a fiamma e lucidatura al diamante. Ognuno dà un bordo diverso, con velocità e costi diversi. Questa guida spiega come funziona ciascuno, che cosa può andare storto e quale si adatta al suo lavoro.

Tre blocchi di acrilico affiancati: un bordo segato bianco, un bordo lucidato a fiamma e un bordo trasparente e squadrato lucidato al diamante

I tre metodi in sintesi

Carteggiatura e pannoLucidatura a fiammaLucidatura al diamante
Come funzionaGli abrasivi tolgono i segni della sega, poi spazzola e pasta danno la lucentezzaUna fiamma molto calda fonde la superficie del bordo che diventa lisciaUn utensile diamantato taglia il bordo trasparente in una passata
Forma del bordoLeggermente arrotondatoLeggermente arrotondato e ondulatoPiano, squadrato e vivo
TrasparenzaMolto buona, dipende dall’operatoreLucida, con segni di colata visibili sui bordi spessiTrasparente e uniforme su tutto il bordo
Tensioni nel bordoBasse, se non si surriscaldaAlteBasse
Forme curveSìSìBordi dritti e bisellature, su lucidatrice
AttrezzaturaCarta abrasiva, spazzola, pastaCannello a idrogeno e ossigenoLucidatrice di bordi o macchina CNC con utensile diamantato
Ideale perPezzi singoli, riparazioni, laboratori domesticiPezzi curvi e lavori rapidi dove non serve un bordo perfettoEspositori, arredi, insegne e lastre spesse in produzione

Metodo 1: carteggiatura e lucidatura a panno

È il metodo per il laboratorio di casa, il pezzo singolo o la riparazione. Richiede pazienza, non macchine.

  1. Togliere i segni della sega. Raschiare o limare il bordo in piano, oppure partire con una carta abrasiva ad acqua grossa.
  2. Carteggiare ad acqua per gradi. Passare a grane sempre più fini, per esempio 320, poi 400, poi 600, con molta acqua. Carteggiare finché spariscono i segni della grana precedente, poi passare alla successiva. Per il risultato più trasparente continuare fino a 800 o 1200.
  3. Lucidare. Usare una spazzola morbida in cotone con una pasta abrasiva per togliere i segni della carta, poi una pasta di finitura per la lucentezza. A mano, una pasta per plastica su un panno morbido fa lo stesso lavoro, più lentamente.

Che cosa può andare storto: premendo troppo sulla spazzola il bordo si scalda. Può fondere, impastarsi o accumulare tensioni. Tenga il pezzo in movimento e la pressione leggera. Il bordo resta sempre un po’ arrotondato, il che va bene per la maggior parte dei pezzi ma non dove serve uno spigolo vivo e squadrato.

Metodo 2: lucidatura a fiamma

Nella lucidatura a fiamma si passa lungo il bordo una piccola fiamma molto calda di un cannello a idrogeno e ossigeno. La superficie fonde per un istante e scorre in una pelle lucida. È veloce, segue curve e angoli interni e non richiede contatto con un utensile.

Il bordo va preparato prima. La fiamma non toglie i segni della sega; rende solo lucido ciò che c’è. Un bordo fresato o raschiato pulito si lucida bene, un bordo segato grezzo no.

Che cosa può andare storto:

  • Tensioni e crazing. Il calore improvviso introduce tensioni nel bordo. In seguito il contatto con alcol, detergenti per vetri, solventi o colla può aprire una rete di sottili crepe, il crazing. I produttori di lastre raccomandano di ricuocere i pezzi dopo la lucidatura a fiamma.
  • Incollaggio e stampa. Per lo stesso motivo un bordo lucidato a fiamma non andrebbe incollato con collanti a solvente.
  • Surriscaldamento. Muovendosi troppo piano il bordo brucia, fa bolle o sbianca. Se una passata non basta, lasci raffreddare il pezzo prima della successiva.
  • Forma. Il bordo si arrotonda e gli spigoli si addolciscono. Sulle lastre spesse la superficie appare spesso leggermente ondulata.

La testa di una lucidatrice di bordi per acrilico con il diamante di finitura che taglia una lastra spessa trasparente

Metodo 3: lucidatura al diamante

La lucidatura al diamante è un taglio, non una fusione e non uno sfregamento. Su una lucidatrice di bordi la lastra viene bloccata e il bordo scorre davanti a una testa rotante. I pre-taglienti tolgono i segni della sega e un diamante di finitura esegue un ultimo taglio finissimo. Il bordo esce dalla macchina piano, squadrato e trasparente, in una passata.

Il diamante di finitura è un monocristallo: diamante naturale o MCD, un monocristallo cresciuto artificialmente. Un monocristallo si può lucidare fino a un tagliente molto più affilato e liscio di qualsiasi altro materiale da taglio, e quel tagliente si copia sull’acrilico. Per questo il risultato è trasparente senza alcuna lucidatura successiva. Per le differenze tra i due diamanti, veda la nostra guida al diamante naturale e MCD.

Perché i laboratori lo scelgono:

  • Sempre lo stesso bordo. Il risultato non dipende dalla mano dell’operatore.
  • Squadrato e piano. Gli spigoli restano vivi, il che conta per vetrine, blocchi, targhe premio e arredi.
  • Poco calore. Il bordo è tagliato, quindi ha molte meno tensioni di uno lucidato a fiamma.
  • Lastre spesse e pacchi. Un blocco spesso si lucida uniforme come una lastra sottile, e le lastre sottili si possono bloccare e lucidare a pacco.

I limiti: una lucidatrice gestisce bordi dritti e bisellature. Curve, angoli interni e tasche si fanno su una macchina CNC con una fresa diamantata o una fresa per smussi, oppure a fiamma. Il diamante teme anche urti e sporco: un diamante scheggiato lascia una linea sottile lungo ogni bordo.

Quale metodo usare?

  • Un pezzo, o una riparazione in casa: carteggi e lucidi a panno.
  • Forme curve, rapidità, e il bordo non è l’elemento principale: lucidi a fiamma, e ricuocia il pezzo se andrà incollato o pulito con alcol.
  • Bordi dritti in produzione, lastre spesse, pezzi da incollare, o ovunque il bordo debba sembrare vetro: lucidi al diamante.
  • Tasche, contorni e smussi trasparenti su macchina CNC: una fresa o una fresa per smussi in diamante monocristallino come ultima passata.

Acrilico colato o estruso

I tre metodi funzionano su entrambi. L’acrilico colato è il materiale più facile: si lavora in modo pulito e tollera meglio calore e solventi. L’acrilico estruso rammollisce a temperatura più bassa e conserva più tensioni di produzione, quindi fonde e si impasta prima sotto una spazzola o un utensile spuntato, e fa più facilmente crazing dopo la lucidatura a fiamma. Sulle lastre estruse un utensile affilato e un taglio leggero contano ancora di più.

Quando il bordo lucidato al diamante non è più trasparente

Se una lucidatrice che dava bordi trasparenti comincia a lasciare un velo, linee sottili lungo il bordo o una superficie leggermente lattiginosa, il diamante di finitura è usurato o scheggiato. Non serve sostituirlo: un diamante monocristallino si può riaffilare più volte, per una frazione del prezzo di uno nuovo.

Utensili diamantati per l’acrilico

Bulunmaz produce diamanti di finitura per lucidatrici di bordi, e frese diamantate, frese per smussi e frese a spianare per macchine CNC, in diamante naturale e MCD. Veda gli utensili diamantati per la lucidatura dei bordi di acrilico, oppure ci invii il tipo di macchina e una foto dell’utensile che usa oggi.

Non lucidiamo pezzi conto terzi e non vendiamo lucidatrici.

Domande frequenti

Qual è il modo più semplice per lucidare il plexiglass in casa?
Carteggiare il bordo ad acqua per gradi, per esempio grana 320, poi 400, poi 600, e finire con una pasta lucidante per plastica su un panno morbido o una spazzola in cotone. Richiede tempo ma nessuna attrezzatura speciale.
La lucidatura a fiamma indebolisce il plexiglass?
Introduce tensioni nel bordo, perché la superficie si scalda e si raffredda molto in fretta. Un bordo sotto tensione può sviluppare in seguito sottili crepe, il cosiddetto crazing, soprattutto a contatto con alcol, solventi o colla. Ricuocere il pezzo dopo la lucidatura a fiamma riduce questo rischio.
Si può incollare un bordo lucidato a fiamma?
È sconsigliato. Il collante a solvente su un bordo lucidato a fiamma provoca spesso crazing. Per i bordi da incollare è più sicuro un bordo fresato o lucidato al diamante.
Che cos’è una lucidatrice di bordi al diamante?
Una macchina che blocca la lastra di acrilico e fa scorrere il bordo davanti a una testa rotante. Un diamante nella testa taglia il bordo piano, squadrato e trasparente in una passata. Il diamante di finitura è un monocristallo di diamante naturale o MCD.
Vale lo stesso per Plexiglas, Perspex e altri marchi?
Sì. Plexiglas, Perspex, Altuglas e altri sono marchi di lastre acriliche (PMMA), e valgono gli stessi metodi. Il policarbonato è un’altra plastica: si può rendere trasparente al diamante, ma non si lucida a fiamma o a panno bene come l’acrilico.
Bulunmaz lucida pezzi in plexiglass?
No. Bulunmaz produce e riaffila gli utensili diamantati per laboratori che usano le proprie lucidatrici di bordi e macchine CNC. Non lucidiamo pezzi conto terzi e non vendiamo lucidatrici.

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